Ma perché tutte queste aziende fuggono dall’Umbria?La Lega porta la questione in consiglio regionale

Ma perché tutte queste aziende fuggono dall’Umbria?La Lega porta la questione in consiglio regionale
16 Ott 2017

Le criticità della Colussi, così come quella della Ex Pozzi, della Novelli e della Perugina, della Merloni, solo per citare le più recenti, seppur così diverse da loro per storia e missione industriale, hanno tutte un unico comune denominatore e cioè l’incapacità della classe politica di Pd e centrosinistra che governa la regione Umbria e il Governo centrale, nel saper gestire politiche economiche adeguate al mantenimento degli standard produttivi e occupazionali delle aziende territoriali. La denuncia arriva dai consiglieri regionali Lega Nord Umbria, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini. “Mentre alcuni rappresentanti del Governo sono presi dallo sciopero della fame per lo Ius Soli e la Regione è distratta da beghe interne e nomine di partito in ruoli apicali – dicono – le aziende operanti in Umbria che un tempo rappresentavano il fiore all’occhiello del centro Italia, ora stanno tutte attraversando un periodo di forte criticità, caratterizzato da pesanti riduzioni dei livelli produttivi e occupazionali che rischiano di incidere fortemente sul tessuto socio-economico della regione. Dove sono le politiche di rilancio tanto sbandierate da Renzi prima e da Gentiloni poi? – chiedono i leghisti – Dove sono gli impegni della Marini e della Giunta volti a sostenere le realtà economiche della regione? Quello che notiamo é solo l’incapacità della politica nel mettere in campo soluzioni vantaggiose per quelle realtà economiche che vogliono investire sul territorio. L’Umbria é fortemente penalizzata dalla carenza di infrastrutture di collegamento interni e verso le regioni limitrofi. Manca una strategia energetica convincente e una classe politica autorevole, manca la capacità di interloquire con gli operatori economici. Stiamo andando incontro ad una totale desertificazione del patrimonio industriale territoriale e un costante impoverimento del tessuto sociale. E’ ora che chi governa si assuma le proprie responsabilità, chiediamo subito di portare la discussione al centro del prossimo consiglio regionale”.

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